E&M

2004/6

Stefano Liebman

Diritto e mercato nella riforma del lavoro: dal Libro bianco al d.lgs. 276 del 2003

Quello di una riforma del mercato del lavoro alla ricerca di un contemperamento fra le esigenze imprenditoriali di flessibilizzazione nelle modalità di acquisizione del lavoro e la conseguente necessità di un adeguamento delle tutele del lavoro subordinato è da anni tema centrale del dibattito culturale, sindacale e politico del nostro paese e dell’intero contesto europeo. Un’esigenza che riguarda non solo il versante delle regole che disciplinano diritti e obblighi delle parti del singolo rapporto individuale di lavoro, ma anche il più generale ambito del sistema di relazioni industriali. Di un sistema chiamato a rispondere alle molteplici sfide dell’integrazione europea, del suo allargamento a mercati e a sistemi sociali nuovi, nonché a quelle indotte dalla globalizzazione dell’economia e dei mercati, non ultimo quello del lavoro. La predisposizione di condizioni idonee a consentire il superamento delle contrapposizioni e il recupero di una piena sovranità sindacale nella rappresentanza degli interessi professionali collettivi sarebbero un risultato particolarmente importante per tutti, lavoratori e datori di lavoro, soprattutto in relazione alle concrete modalità di gestione degli strumenti di flessibilizzazione del mercato del lavoro prefigurati nella legge delega n. 30/2003 e successivamente trasfusi nel decreto.

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