E&M

2005/6

Paola Dubini

Misurare la competitività dei sistemi paese: il modello del World Economic Forum

Il dibattito sulla competitività del paese è molto serrato; il rallentamento della crescita nella produzione di ricchezza porta inevitabilmente a considerare con grande attenzione l’efficienza con cui i diversi attori economici utilizzano le risorse disponibili e, conseguentemente, il costo relativo dei fattori di produzione nel determinare un vantaggio comparativo di localizzazione. Da questo punto di vista, lo sforzo di concettualizzazione e di operazionalizzazione compiuto dal World Economic Forum (WEF) nel misurare la capacità dei paesi di accogliere imprese efficienti e di creare un ambiente favorevole allo svolgimento di attività economica in condizioni di efficienza è davvero notevole. La pubblicazione dei risultati del WEF è l’occasione per riflettere sull’utilità degli studi comparativi, sulla difficoltà di elaborare indicatori sintetici, sulle possibili strade da intraprendere per invertire un ciclo poco favorevole (così come parte dell’attività istituzionale dell’Osservatorio Attrattività del Sistema Paese, che da due anni raccoglie ed elabora dati quantitativi e di percezione sulla capacità dell’Italia di attirare e valorizzare le proprie risorse). In questo articolo si analizzano il modello concettuale su cui il WEF costruisce i propri indicatori sintetici di competitività e le indicazioni che emergono per l’Italia, e si posiziona lo studio del WEF all’interno del più ampio dibattito sulla sostenibilità dei modelli di sviluppo di diversi paesi.

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