Economia & Mercati
A cura di Donato Masciandaro e Gianmarco Ottaviano

Negoziati post-Brexit: è tempo di essere pragmatici
Con la prima settimana di marzo sono cominciate le negoziazioni tra Unione europea e Regno Unito sulle loro future relazioni dopo la Brexit. Per cominciare a capire come si svilupperanno è utile inquadrarne il contesto, ripercorrendo rapidamente le tappe fondamentali delle recenti manovre di avvicinamento al di qua e al di là della Manica. Dopo quasi quattro anni dal referendum britannico sulla Brexit, il 31 gennaio 2020 il Regno Unito ha lasciato l’Unione europea – e la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). Le modalità del ritiro sono disciplinate dall’«Accordo di recesso» ...

Brexit 2.0: i nodi vengono al pettine
È davvero cambiato qualcosa per la Brexit dopo il trionfo di Boris Johnson alle recenti elezioni parlamentari britanniche? Sembra proprio di sì, ma non per le ragioni che molti pensano, e cioè che si è fatta finalmente chiarezza sulla volontà del popolo, su chi comanda in democrazia e su che tipo di Brexit ci possiamo aspettare. I conservatori di Boris Johnson hanno vinto le elezioni, ottenendo una maggioranza di 80 seggi (la loro maggioranza più grande dal 1987) grazie al 43,6 per cento dei voti (la percentuale più alta di qualsiasi partito dal 1979). Con una tale maggioranza Johnson non ...

Lagarde, un gufo saggio tra falchi e colombe
Il passaggio di consegne da Mario Draghi alla nuova presidentessa Christine Lagarde è stato contrassegnato da tre aspetti: due risultati e un interrogativo. I due risultati riguardano la capacità di mettere in atto politiche monetarie non convenzionali e l’affidabilità dell’assetto istituzionale della Banca centrale. L’interrogativo riguarda il futuro. Il primo risultato può essere apprezzato ricordando che la presidenza Draghi è coincisa dal punto di vista macroeconomico con eventi straordinari, nel senso letterale del termine. La doppia crisi recessiva che l’Unione Europea ha ...

Cosa c’entra la globalizzazione con l’industria del calcio
La globalizzazione cambia il comportamento delle imprese. Da un lato queste hanno accesso a nuovi mercati internazionali, dall’altro si trovano a fronteggiare nuovi concorrenti sul proprio mercato nazionale. C’è però un’asimmetria di fondo. Mentre tutte le imprese subiscono i danni dovuti all’aumento della concorrenza interna, solo le più efficienti riescono a compensarli con i benefici legati alla maggiore penetrazione nei mercati esteri. La ragione è che l’accesso a questi mercati comporta dei costi aggiuntivi. Alcuni sono determinati da una maggiore complessità nella logistica ...

Le pagelle di Draghi e dell’euro
Con il passaggio del timone della Banca centrale europea (Bce) dalle mani di Mario Draghi a quelle di Christine Lagarde si può provare a stilare una pagella sul rapporto tra politica monetaria, euro ed economia italiana? Un simile esercizio è argomento che va maneggiato con molta prudenza. Infatti tra gli strumenti monetari e i relativi effetti macroeconomici non esiste un rapporto diretto. Piuttosto si ha di fronte una catena di relazioni, di cui la politica monetaria può essere uno dei primi anelli, mentre i risultati macroeconomici sono l’anello ultimo. La sfida per un banchiere centrale ...

La guerra dei dazi
«Quando un Paese come gli Stati Uniti sta perdendo molti miliardi di dollari con virtualmente tutti i Paesi con cui è in affari, le guerre commerciali sono buone, e facili da vincere». Con queste parole il 2 marzo 2018 il presidente americano Donald Trump dichiarava via Twitter la cosiddetta «guerra dei dazi» (cioè delle tasse sulle importazioni) tra gli Stati Uniti e il resto del mondo. Il riferimento era al saldo negativo tra esportazioni e importazioni americane, che in valore assoluto nell’ultimo decennio non è mai stato inferiore ai 400 miliardi di dollari e, proprio nel 2018, ha ...

Libra, luccica ma non è oro
Non tutto quello che luccica è oro. Il vecchio adagio popolare descrive il primo commento che può essere offerto all’annuncio di Facebook di voler emettere una propria moneta digitale, denominata Libra. Se si valuta l’annuncio dal punto di vista del benessere collettivo, occorre chiedersi se tale innovazione possiede i requisiti che una moneta deve avere per migliorare l’allocazione dei beni e servizi. La risposta, sulla base delle informazioni disponibili, è negativa. L’annuncio che potrebbe esserci una nuova moneta in circolazione fa sorgere spontaneamente una domanda: ne abbiamo ...

I beni pubblici hanno bisogno di Europa
Ci sono almeno tre idee sbagliate da cui occorre liberare il campo per aprire un dibattito costruttivo sul ruolo dell’Unione in questo momento storico. La prima è che nell’Unione Europea le decisioni importanti vengano prese a Bruxelles senza alcun coinvolgimento dei governi degli Stati membri. La seconda è che le decisioni di Bruxelles non abbiano alcun fondamento democratico in quanto prese da burocrati non eletti dal popolo. La terza è che non esistano decisioni propriamente «europee» che sia opportuno per i governi degli Stati membri prendere insieme a Bruxelles. Scopo fondamentale ...

Capitali illeciti, i buchi dell’Europa
Il caso della Danske Bank, che è la prima banca danese, è stato il sesto caso in pochi mesi di una banca appartenente a un Paese membro dell’Unione Europea – Germania, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta e Olanda in rigoroso ordine alfabetico – che risulta essere implicata in casi di ripulitura di capitali illeciti. Non solo: a gennaio la Commissione Europea ha emesso la sua prima raccomandazione sui cosidetti «visti d’oro». Diversi Paesi dell’Unione – come Malta, Cipro e la Bulgaria – consentono a cittadini di Paesi extra- Unione di ottenere cittadinanza, in cambio di investimenti ...

Libero commercio chiama pace?
Quella dell’Unione Europea è un’avventura in territori inesplorati e, come ogni avventura che si rispetti, ha i suoi «supereroi», e cioè i cosiddetti «padri fondatori» : il tedesco Konrad Adenauer, «un democratico pragmatico ed un instancabile unificatore»; il lussemburghese Joseph Bech, che ha mostrato «come un piccolo Stato può giocare un ruolo cruciale nell'integrazione europea»; l’olandese Johan Willem Beyen, creatore di «un piano per il mercato comune»; l’inglese Winston Churchill, (ironicamente oggi) «l’ideatore degli Stati Uniti d'Europa» allo scopo di «debellare ...