Economia & Mercati
A cura di Donato Masciandaro e Gianmarco Ottaviano

La “militarizzazione” della finanza tra economia e politica
Tra 26 ed il 28 febbraio dello scorso anno a Bruxelles i Paesi del G7 e la Commissione Europea varavano congiuntamente le sanzioni finanziarie contro la Russia. La geopolitica entrava in maniera improvvisa e traumatica nel disegno della politica monetaria e finanziaria. Quale bilancio possiamo stilare a oltre un anno e mezzo da quella decisione e di fronte a dichiarazioni del presidente Putin e di plutocratici oligarchi di Stato volte a negare che le sanzioni abbiano avuto effetto? L’analisi dei fatti ci mostra che, quantomeno, sono galli che cantano quando è ancora buio. Il punto di partenza ...

Nuovi scenari di globalizzazione da Pechino a Nuova Delhi
Quella appena passata è stata un’estate molto attiva per le diplomazie dei Paesi emergenti, contrassegnata da due grandi vertici, quello dei BRICS a Johannesburg e quello dei G20 a Nuova Delhi. Che cosa è cambiato per l’economia mondiale? Sembra davvero molto, ma a sorprendere è soprattutto la trasformazione avvenuta nelle due settimane trascorse tra i due vertici, nelle quali Pechino si è rapidamente defilata dal palcoscenico. Mentre infatti a Johannesburg il presidente cinese Xi Jinping era presente nelle vesti del protagonista, a Nuova Delhi non si è visto. Per alcuni si è trattato ...

Euro digitale: avanti, con prudenza ed “educazione”
Abbiamo bisogno di un euro digitale? La risposta è affermativa, se la BCE manterrà la sua promessa di realizzare una moneta pubblica complementare che sarà utile per i cittadini europei, ma anche per aumentare l’efficacia sia dal punto di vista della politica monetaria, che da quello della vigilanza bancaria. Bisogna andare avanti, con prudenza. Occorre trovare una via di mezzo tra le posizioni scettiche, di chi, per ignoranza o convenienza, non vede la necessità di questa innovazione, e, all’altro estremo, i superficiali entusiasmi di chi vede nell’euro digitale l’unica moneta del ...

Relazioni pericolose: banca digitale, reti sociali e instabilità finanziaria
Essere sempre connessi fa male alla mente, ci dice il buon senso. Ma può far molto male anche al portafoglio, ci suggerisce quello che accaduto con i quattro recenti fallimenti bancari: Silicon Valley Bank (SVB) Signature Bank, First Republic Bank, Credit Swisse. Tre casi americani, uno europeo, con una morale comune, e cioè che la regolamentazione e la vigilanza devono giocare d’anticipo: occorre azzerrare la possibilità di fare operazioni bancarie digitali senza limiti di tempo o di importo, come pure fare molta attenzione alle regole con cui introdurre l’Euro digitale. Ad un paio di ...

La guerra dei talenti e la sfida dell’immigrazione qualificata in Europa
Nonostante la questione non catalizzi l’attenzione dei media, la necessità sempre più impellente di un’immigrazione qualificata in Italia e in Europa è stata al centro di molte analisi effettuate nel corso degli anni da istituzioni sia nazionali che internazionali. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) è stata particolarmente attiva su questo fronte, pubblicando diversi rapporti nell’ambito della serie intitolata “Recruiting immigrant workers”. L’ OCSE è un’organizzazione internazionale di studi economici per i Paesi membri (tra cui l’Italia), ...

Lezioni svedesi per la Bce
Una buona banca centrale è quella che si fa capire; se poi è anche credibile, diventa ottima. Una cattiva banca centrale è quella che deve essere interpretata; se poi crea anche danni macroeconomici, diventa pessima. Da questo punto di vista in febbraio la Bce ha fatto un passo in avanti, facendone purtroppo due indietro in marzo. Partiamo da febbraio. Come giudicare quello che la BCEBce ha fatto ed ha detto, anche attraverso le parole della presidente Lagarde? L’analisi economica ci consente di rendere più preciso il quesito: cosa abbiamo capito della funzione di reazione della Bce? Il ...

Il ruolo dello Stato nella nuova globalizzazione
Nel secondo dopoguerra il disegno dei mercati globali è stato eseguito basandosi su una forte fiducia nella capacità degli stessi di autoregolarsi sotto l’egida di organizzazioni internazionali multilaterali come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio. L’idea era che la globalizzazione potesse portare un beneficio di sviluppo economico e di benessere a tutti i Paesi del mondo. Cosa che nei fatti è in buona parte avvenuta, nel senso che una serie di indici di povertà e di esclusione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, sono ...

La FED galleggia tra Wall Street e la Casa Bianca
L’inizio del 2023 ha visto la Federal Reserve continuare a perseguire l’innalzamento dei tassi, ma rallentandolo. La FED persevera nella politica del «tirare a campare»: le decisioni vengono prese consiglio per consiglio, e l’unico obiettivo sembra essere quello di non sbagliare, galleggiando tra i desideri dei mercati finanziari, per cui l’inflazione «si è ridotta», e quelli dell’amministrazione Biden, per cui rimane «comunque elevata». Il presidente Jerome Powell e i suoi colleghi stanno perseguendo la stessa politica inaugurata lo scorso anno, che non prevede alcuna trasparenza ...

Riglobalizzazione: dalla supremazia dell’economia a quella della politica?
A partire dalla Seconda guerra mondiale, proprio per contrastare alcune delle cause del conflitto – oltre che naturalmente per arginare alcune delle sue conseguenze – ha preso piede un movimento internazionale, diplomatico e politico volto a raggiungere un’integrazione dei mercati dei diversi Paesi. Un’integrazione che fosse globale e multilaterale, vale a dire che non lasciasse fuori nessuno. Questo per due motivi: in primo luogo per una ragione di stabilità, per evitare cioè che si creassero blocchi contrapposti; in secondo luogo, per una ragione di inclusività, ovvero per evitare ...

Politica monetaria miope: cavallo vincente o capro espiatorio?
La FED e la BCE sono oramai come la Pizia dell’Oracolo di Delfi: parlano poco, e male. Vanno sempre interpretate, con tutte le incognite connesse. È una strategia opportunistica, che aumenta il rischio di una stagflazione. Per capire perché, fissiamo qualche paletto. Partiamo dal fatto che entrambe le banche centrali vogliano combattere l’inflazione, e riportare i tassi di interesse su un sentiero in cui la remunerazione delle attività, reali e finanziarie, cioè il tasso di interesse, sia compatibile con una crescita dei prezzi al 2%, entro il 2024. Per essere più chiari, l’assunto ...