Vai al contenuto principale Vai in fondo alla pagina

Archivio

11/03/2026 Donato Masciandaro

Trump e la Dottrina Monroe 2.0: tra dominanza politica e instabilità monetaria

Per i rapporti con il Venezuela, e in generale con il Sud America, Donald Trump ha rispolverato la Dottrina Monroe. Una ricetta che è servita ai presidenti statunitensi per esercitare un’azione di dominanza politica, il cui lato economico è stato il sistema di dominanza monetaria, incentrato sul dollaro, paradigma di moneta stabile. Questa volta però è diverso: l’attuale inquilino della Casa Bianca vuole sì un dollaro dominante, ma svalutato. E’ un disegno con rischi di instabilità, non solo economica, difficilmente prevedibili. Anche perché a generare incertezza può contribuire un’altra fonte: l’atteggiamento della Fed rispetto alla rete di sicurezza dei rapporti tra banche centrali a difesa della stabilità finanziaria internazionale. Da quando è cambiato l’inquilino della Casa Bianca, d’altronde, non esistono punti fermi. E la nuova combinazione di politica estera assertiva e strategia monetaria potenzialmente disordinata può generare incertezza e volatilità macroeconomica, non solo per gli Stati Uniti ma per l’intero “blocco del dollaro”.

L'ACCESSO A QUESTO CONTENUTO E' RISERVATO AGLI UTENTI ABBONATI PREMIUM

Sei abbonato? Esegui l'accesso oppure abbonati.

Economia e mercati_iStock_Nastyaaroma