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15/01/2026 Redazione E&M

Più fiducia , più futuro

La scelta di Treccani di eleggere fiducia a “parola dell’anno 2025” fotografa con precisione il clima di incertezza che attraversa società, mercati e relazioni economiche. Non si tratta solo di un valore morale, ma di una condizione essenziale per il funzionamento della società e dell’economia: quando si indebolisce, rallentano scambi, investimenti e consumi. In quest’intervista, Sandro Castaldo riflette sul ruolo della fiducia come asset strategico per le imprese, capitale da costruire e misurare nel tempo, e come bussola per orientare decisioni che producono effetti nel futuro. Perché la fiducia, ricorda Castaldo, è la capacità di credere oggi nelle promesse di domani – e soprattutto di mantenerle.

La scelta di Treccani di eleggere fiducia a “parola dell’anno 2025” fotografa con precisione il clima di incertezza che attraversa società, mercati e relazioni economiche. Non si tratta solo di un valore morale, ma di una condizione essenziale per il funzionamento della società e dell’economia: quando si indebolisce, rallentano scambi, investimenti e consumi. In quest’intervista, Sandro Castaldo riflette sul ruolo della fiducia come asset strategico per le imprese, capitale da costruire e misurare nel tempo, e come bussola per orientare decisioni che producono effetti nel futuro. Perché la fiducia, ricorda Castaldo, è la capacità di credere oggi nelle promesse di domani – e soprattutto di mantenerle.

La parola dell'anno 2025 selezionata da Treccani è stata "fiducia": una delle parole più cliccate sul portale e quella con il più alto incremento percentuale rispetto all'anno precedente. Visto che si tratta di un concetto fondamentale nella vita sociale e personale, non stupisce (forse) che sia particolarmente al centro dell'attenzione in un periodo di iper-incertezza e che magari sia collegato ad un'altra parola che comincia con la F, futuro.

Il nostro Direttore Scientifico, Sandro Castaldo, che alla fiducia dedica da decenni il suo lavoro scientifico e di divulgazione della cultura manageriale, interviene rispondendo a tre domande.

Che relazione possiamo istituire tra la fragilità della fiducia a livello sociale e i comportamenti economici e le scelte di consumo? In altre parole: in che modo la fiducia, da bisogno sociale, diventa un’infrastruttura essenziale del mercato?

La fiducia è considerato il collante e il fluidificante della società e della nostra economia. In assenza di fiducia negli altri, bisognerebbe sempre essere guardinghi e ben difesi. Bisognerebbe essere sempre ben dotati di armi difensive. La società si baserebbe sul sospetto e sulla minaccia di essere attaccati dagli altri (sensazione che oggi è purtroppo sempre più ricorrente). Anche i semplici pagamenti di beni e servizi non avrebbero la stessa efficacia né i meccanismi di funzionamento attuali, perché mancherebbe la fiducia nella moneta e nei mezzi di pagamento. Insomma, gli scambi sarebbero molto più difficili e l’intrapresa economica sarebbe molto più complessa.

Fortunatamente abbiamo la fiducia (quando sussiste), che permette alla società e all’economia di funzionare in maniera più fluida e scorrevole. I problemi arrivano quando la fiducia cala e, di conseguenza, si riducono gli scambi, gli acquisti e i consumi. Quando esiste grande incertezza sul futuro e, di conseguenza, mancanza di fiducia l’economia rallenta o addirittura arretra, come nei momenti di crisi. Quindi possiamo dire che esiste una forte correlazione fra la fiducia che si sviluppa in un Paese o in uno specifico contesto relazionale e il suo livello di scambi sociali ed economici e, più in generale, di ricchezza.

La fiducia come asset, come un capitale di marca che si costruisce, si misura e si perde: quali segnali contano di più oggi, proprio quando si cerca più fiducia a tutti i livelli?

La fiducia è certamente un importante asset per tutti e anche per le imprese e i loro brand. Un cliente che si fida ciecamente di un’impresa o di un brand lo riacquista in modo sistematico, accrescendone il valore. Un’impresa che è riuscita a sviluppare una base clienti solida e caratterizzata da una forte relazione fiduciaria riesce ad ottenere certamente migliori performance economiche e competitive rispetto a un’impresa che è dotata di una clientela ondivaga e che si fida poco, passando da un fornitore all’altro. Per questo è molto importante misurare costantemente il proprio patrimonio fiduciario e verificare se sussistono elementi che sono in grado di incrinare il rapporto di fiducia con la domanda.

Esistono metodologie di misurazione sistematica della fiducia, che consentono di valutare con precisione la consistenza del patrimonio fiduciario di un’impresa o di un brand.

Se la fiducia è indispensabile, anche se "delicata" da gestire, soprattutto in una fase di grande incertezza, quale potrebbe esser la bussola per le imprese nei prossimi 12 mesi? E volendo spingerci un po' oltre, cosa ci sarebbe da fare o rivedere, a livello più generale, per "saldare" la fiducia e il futuro?

Abbiamo un generale bisogno di fiducia a tutti i livelli: da quello “macro”, delle relazioni fra Paesi o dei sistemi economici in generale, fino ad arrivare alle singole relazioni interpersonali. Fiducia vuol dire avere forti certezze sul futuro e/o in merito al comportamento di una controparte. La fiducia viene definita come l’ombra del futuro sul presente. Quando dobbiamo prendere le nostre decisioni spesso ci riferiamo a eventi e prestazioni che si manifesteranno in futuro; quindi, bisogna riportare ad oggi il futuro ed immaginarlo nel contesto presente, in modo da prendere le proprie decisioni con cautela e certezza sufficiente.

Oggi, ad esempio, prendiamo la decisione di acquistare un biglietto aereo, che ci consentirà di volare in futuro su un aeromobile sicuro, confortevole e puntuale. Oggi acquistiamo un prodotto che consumeremo più avanti. Molte delle nostre scelte hanno un impatto sul futuro, che dobbiamo in qualche modo immaginare. Fidandoci, appunto. Anche quando ci viene promessa una prestazione o ci viene offerto un servizio, il momento dell’erogazione della prestazione è traslato nel tempo. Ecco perché la fiducia vuol dire certezza delle promesse fatte oggi per prestazioni o attività future. Quindi sviluppare fiducia vuol dire semplicemente mantenere le promesse nel tempo. Purtroppo, questa è una cosa che non sempre avviene, in particolare in alcuni contesti sociali, economici e politici, che in questo modo non fanno altro che creare sfiducia.

Per risultare affidabili agli occhi degli altri bisogna essere percepiti come competenti, non opportunisti e come integri, che sono i principali driver della fiducia. Sono in realtà elementi fondamentali per realizzare una relazione fiduciaria, ma paradossalmente un po’ démodé in alcuni contesti. Per questo basterebbe ritornare al principio, quando essere percepiti come soggetti competenti, altruisti e onesti costituiva l’asse fondamentale per essere riconosciuti come brave persone, istituzioni integre e imprese di riferimento.

[O.M.]

Photo iStock / wimagine

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