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Dove finiscono i prodotti UE

Il commercio estero extra-UE di beni e servizi ha rappresentato nel 2014 quasi un terzo dell’attività economica complessiva dei 28 paesi membri dell’Unione– un dato relativamente basso rispetto a quello di paesi più piccoli, molto integrati nell’economia globale, come la Corea del Sud o l’Arabia Saudita, e invece sostanzialmente in linea con quello statunitense (30 per cento nel 2013). A differenza degli USA, tuttavia, negli ultimi anni il peso del commercio estero sul PIL UE è cresciuto, anziché diminuire, a testimonianza di una crescente apertura delle economie europee al contesto globale. Contemporaneamente, si è registrato un miglioramento della bilancia commerciale dell’UE a 28, sia per quel che riguarda il commercio di beni (da -82,2 miliardi di euro nel 2004 a +11,1 miliardi di euro nel 2014) sia per quel che riguarda lo scambio di servizi (da +107,8 miliardi di euro nel 2010 a +162,9 miliardi di euro nel 2014)

Ma, al di là dei dati aggregati, quali sono le principali destinazioni dei prodotti e dei servizi targati UE? E quali sono i paesi che maggiormente esportano le loro merci verso l’Unione? Si tratta di questioni che, al di là delle evidenti implicazioni di natura geopolitica, interessano direttamente tutti i manager e imprenditori europei che si trovano a fronteggiare le sfide dell’internazionalizzazione nel contesto globale. Di seguito presentiamo quindi una panoramica che consente di cogliere «a volo d’uccello» i principali flussi di beni e servizi da e verso l’Unione, basata su una rielaborazione dei dati presentati nel recente report The EU in the World 2016.


 

 

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