Interventi & Interviste

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Innocenzo Cipolletta

Cercando la produttività: risposta a Michele Salvati

Grazie Michele per il corposo commento, che ho letto con interesse e curiosità forte, data la stima che ho per te e per quanto da te fatto. È vero, non ho citato la famosa, almeno per me che sono stato a lungo un congiunturalista, «Legge di Verdoorn», economista olandese che legava la produttività alla crescita, al punto di aver stimato un coefficiente (b=0,5) nella relazione che faceva dipendere la produttività dalla crescita economica (p= a+bQ, dove p è la produttività e Q la crescita dell’economia). Sarebbe bastato ricordare questi risultati e il suo autore per confutare la proposizione ...

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Michele Salvati

Cercando la produttività: una critica

Mi ha sorpreso il breve saggio Cercando la produttività di Innocenzo Cipolletta pubblicato su Economia & Management. Enzo è un caro amico e di lui ho grande stima: è un economista che non si fa guidare da pre-giudizi di scuola (neoclassica, keynesiana o altra) e guarda ai dati con freschezza e grande esperienza di ricerca. Insomma, da lui ho spesso imparato. Questa volta le sue conclusioni mi sembrano poco convincenti.

Il commento di Michele Salvati all'articolo Cercando la produttività di Innocenzo Cipolletta.  Mi ha sorpreso il breve saggio Cercando la produttività di Innocenzo Cipolletta pubblicato su Economia & Management. Enzo è un caro amico e di lui ho grande stima: è un economista che non si fa guidare da pre-giudizi di scuola (neoclassica, keynesiana o altra) e guarda ai dati con freschezza e grande esperienza di ricerca. Insomma, da lui ho spesso imparato. Questa volta le sue conclusioni mi sembrano poco convincenti. Come si fa a negare con tanta sicurezza –anche se alla fine attenua e qualifica ...

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Innocenzo Cipolletta

Produttività: E&M innesca il dibattito

Riproponiamo di seguito l'articolo di Innocenzo Cipolletta, Cercando la produttività, pubblicato sul numero 6/2015 di Economia & Management, accompagnato da un commento di Michele Salvati e da una replica dell'autore. Di cosa si parla quando si parla di produttività? In genere, le analisi che indicano la bassa produttività come causa dei nostri mali fanno riferimento alla variazione del rapporto prodotto per addetto o per ora lavorata. Analisi più sofisticate fanno invece riferimento alla variazione della produttività totale dei fattori, ossia del lavoro e del capitale, valutato quest’ultimo ...

Fassino
Paola Dubini

Identità culturale e crescita di una città. Intervista a Piero Fassino, sindaco di Torino

Per un secolo Torino è stata una factory town; a cavallo degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso ha conosciuto un momento di grave crisi, in concomitanza con l’avvio dei processi di globalizzazione, con il cambiamento radicale dei modi di competere da parte delle aziende e con le scelte delle imprese industriali di delocalizzazione produttiva: Torino, prima di altre città italiane, ha assistito a un profondo ridimensionamento della propria industria manifatturiera, che aveva portato gli abitanti della città da 700.000 alla fine della guerra al picco di 1,25 milioni nel 1974. Al censimento ...

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Francesco Daveri

Economia e politica: relazione pericolosa?

Un colloquio con Tommaso Nannicini

Il rapporto tra scienze economiche e policy-making è tradizionalmente uno dei grandi temi di dibattito tra gli economisti. Ne hanno discusso per Economia & Management Francesco Daveri, professore presso l’Università Cattolica di Piacenza e docente alla SDA Bocconi, e Tommaso Nannicini, professore di Economia Politica all’Università Bocconi, che dai primi mesi del 2014 ha il ruolo di consigliere economico del presidente del Consiglio Matteo Renzi ed è appena stato nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Il video completo del dialogo è disponibile qui. In virtù del suo ...

Marco Pierini 1
Walter Mariotti

Musei: le sfide del direttore-manager

Finite allora le polemiche sulla sua natura di concorso ibrido tra studiosi e manager? Questo è prima di tutto un effetto di retorica, soprattutto giornalistica. Quel concorso è stato fondamentale e lo dico indipendentemente dalla mia persona. Perché è stato così importante? Perché per la prima volta in Italia alla direzione dei musei nazionali non sono stati nominati dei «designati», ma dei «selezionati» sulla base del CV, delle pregresse esperienze, del progetto elaborato per il museo per il quale concorrevano; la commissione, peraltro, era di un tal livello, che sarebbe stato difficile ...