Ideas of management

Carlo Alberto Carnevale Maffè

Purché sia semplice: le aziende italiane e il digitale


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“Le organizzazioni efficaci sono garrule, maldestre, superstiziose, ipocrite, mostruose, ottopodi, erranti e scontrose”.

Quando Karl Weick, il geniale teorico dei legami deboli, scrisse quest'affermazione non si riferiva necessariamente alle aziende italiane. Ma le sue ipotesi possono contribuire a spiegare come mai l'utilizzo di Internet ed in generale il digitale in Italia rimanga strutturalmente sotto la media europea, mentre da oltre 20 anni il Bel Paese è leader nell'adozione della telefonia mobile. Vediamo perché, in tre punti.

Un'economia euristica, basata su legami laschi e processi "late bound"

Primo punto: in Italia economia e società sono euristiche e non algoritmiche. Mostrano di essere più a loro agio nel procedere per tentativi ed errori, invece di applicare procedure rigidamente codificate. Questo può spiegare la preferenza per la telefonia mobile rispetto a soluzioni di tecnologia dell'informazione più strutturate e formali. Alle prese con uno Stato eccessivamente procedurale e spesso immobile, la reazione di imprese e famiglie è stata di rendere il più possibile informali i processi economici e sociali. Nei rapporti personali come in quelli di business, una telefonata, un messaggio su Whatsapp non richiedono investimenti di programmazione, e spesso ne rappresentano il miglior surrogato.

Scottati dalla debolezza dello Stato di diritto, gli italiani non si fidano solo delle regole e vogliono rassicurazioni personali: anche per questo siamo tra gli ultimi nell'acquisto tramite e-commerce di beni e servizi (per quanto si evidenzino recentemente buoni tassi di crescita), e ad una ricerca di informazioni sul sito aziendale preferiscono ancora una telefonata al centralino, rigorosamente dal cellulare e all'ultimo minuto. L'approccio euristico spiega anche l'idiosincrasia per i libretti di istruzione ed il successo di strumenti che non ne hanno bisogno, come l'iPhone o l'iPad, nonché la preferenza per l'immediatezza d'uso che porta a non utilizzare le funzionalità più sofisticate delle tecnologie.

Secondo punto: le nostre organizzazioni sono largamente basate su legami laschi (loose coupling), che le rendono flessibili ed adattabili a contesti in forte cambiamento. Legami non troppo stretti tra diverse unità organizzative abbassano costi e necessità di coordinamento e controllo, anche se hanno lo sgradito effetto collaterale di ostacolare la crescita dimensionale di lungo termine.

Per un imprenditore o un manager italiano è prassi comune utilizzare il telefonino per gestire di volta in volta, e a voce, le emergenze quotidiane determinate dalle strutturali carenze di deleghe e di procedure formali. Attività che oggi trovano perfetta estensione sui social network, in particolare tramite device mobile.

Mentre telefono fisso o PC desktop sono strutturalmente legati ad un luogo, e non ad una persona, un cellulare è l'indirizzo logico di un individuo, e ne costituisce il naturale nodo di appartenenza alla rete sociale. Inoltre l'interfaccia naturale basata sull'uso della voce (e i maniera crescente di foto, video e contenuti) abbassa i costi di apprendimento e di interazione, migliorando l'inclusione sociale dei membri marginali della rete.

Le organizzazioni a legami deboli presentano altre caratteristiche che le associano naturalmente all'uso di tecnologie nomadiche ed informali, come la telefonia mobile, invece che a piattaforme rigide e strutturate tipiche dei sistemi informativi tradizionali. Mentre un sistema informativo integrato è altamente efficiente ma non consente di gestire eccezioni e discontinuità, il souk informativo dei mille flussi di comunicazione vocale facilita l'adattamento locale a specifiche situazioni, rendendolo rapido, poco costoso ed efficace; affidare al rimbalzo del passaparola vocale la gestione delle organizzazioni a legami deboli produce sì ridondanza di funzioni, ma ne aumenta l'affidabilità e ne previene il blocco in caso di malfunzionamento di una parte.

Dal punto di vista economico, utilizzare un modello di coordinamento organizzativo basato sulla mobilità e sull'interazione personale abbassa le barriere per la partecipazione di singoli ai processi decisionali e garantisce un livello di ambiguità sufficiente a lasciar spazio all'iniziativa individuale e all'autodeterminazione. In parole povere, coordinarsi al telefonino lascia così tanto nel vago da favorire, nel lungo periodo, l'assunzione di responsabilità e quindi l'imprenditorialità. Quando si afferma che le aziende italiane non sanno “fare sistema”, si trascura di evidenziare che proprio per questo sono efficaci nell'apprendimento e adattamento lasco: in sintesi, sanno “fare mercato”.

Terzo punto: i processi organizzativi caratteristici di molti settori economici italiani, come la moda e il turismo, sono improntati al “late binding” ovvero agli adattamenti dell'ultimo minuto. Il concetto di “late binding”, ovvero collegamento dinamico e posticipato, è caratteristico della moderna scienza informatica e consente di associare una funzione ad un identificatore solo in fase di esecuzione di un programma, invece che al momento della compilazione dello stesso (“early binding”). In metafora, vuol dire programmare le ferie mettendo in macchina sia le pinne sia le scarpe da trekking, e decidere la destinazione finale solo quando si è già partiti, in base al traffico o alla chiamata sul telefonino degli amici.

In economia, i collegamenti “late bound” riducono le incertezze e le asimmetrie informative. Riescono a far adattare organizzazioni basate su legami deboli al contesto dell'ultimo minuto in modo più veloce ed efficace rispetto ad altre forme economiche più rigide. Una pubblicità di un noto produttore di device mobili per il mercato business proposta alcuni anni fa in USA recitava così: “Il successo? 1% pianificazione, 99% cambiamenti dell'ultimo minuto”.

La tecnologia, purché sia semplice

Con queste caratteristiche di approccio euristico, a legami laschi e adattamenti dell'ultimo minuto, economia e società italiane vengono definite da molti, statistiche alla mano, come lente. E' vero che l'Italia viaggia lentamente, se ci limitiamo a considerare la velocità come un rigido rapporto spazio/tempo. Ma quella italiana è un'economia non necessariamente basata su spazio lineare e tempo sequenziale, e quindi sulla media matematica del loro rapporto. Piuttosto su spazio casuale e disperso, in un tempo occasionale e sincopato. Molto più “anywhere” e “anytime”, che in un luogo e in un momento stabiliti dalla commissione governativa di turno. Anche questo spinge verso l'utilizzo dei device mobili, con la sua apparente casualità d'uso, piuttosto che verso tecnologie dell'informazione strutturata. Se queste premesse sono vere, e grazie alla buona rete 3G esistente e alla ampia base di device, è legittimo attendersi che l'Italia sarà tra le prime al mondo nell'adozione della banda larga mobile di prossima generazione e dei suoi specifici servizi. Purché siano immediati, facili da usare, e non ci tolgano il gusto di una bella chiacchierata con amici.

 

Fonte: Ideas of Management on Strategy and Entrepreneurship

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