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Business in Iran: maneggiare con cura


Tra aperture alla comunità internazionale e minacce di nuove sanzioni, e con le elezioni presidenziali che incombono, l’Iran rappresenta oggi per aziende e imprenditori italiani un paese tanto ricco di opportunità di investimento quanto potenzialmente rischioso. Per potere mettere a frutto appieno le potenzialità di business che il contesto iraniano offre è dunque indispensabile avere prima di tutto una conoscenza approfondita delle specificità culturali, economiche e istituzionali del paese. Al tema è stato dedicato il workshop Investire in Iran: valutare rischi e opportunità, organizzato dall’Area Strategia della SDA Bocconi in collaborazione con la Cattedra AidAF-EY di Strategia delle Aziende Familiari in memoria di Alberto Falck.

Da un punto di vista culturale, l’Iran presenta delle peculiarità rispetto agli altri attori dell’area medio-orientale: è un paese di cultura persiana, non araba, in cui si parla una lingua indoeuropea, non semitica (il farsi), e in cui dal XVI secolo la religione predominante è l’Islam sciita. La Rivoluzione del 1979 ha determinato un assetto istituzionale allo stesso tempo repubblicano e teocratico, con una forte presenza statale nell’economia (si stima che circa il 70 per cento dell’economia sia sotto il controllo statale). La centralità delle dinamiche politiche, non solo interne ma anche internazionali, nel condizionare l’economia iraniana è evidente dal relativo isolamento in cui il paese è piombato dal 2008 e in maniera ancora più marcata dal 2012, in seguito alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti.

Con la fine delle sanzioni, il paese sembra avere grandi margini di sviluppo, come dimostra l’andamento del PIL tra il 2010 e il 2015: una crescita a due cifre nel 2010 (+16,9 per cento) e nel 2011 (+21,6 per cento), seguita da un vero e proprio crollo determinato dalle rinnovate sanzioni statunitensi nel 2012 (-25,7 per cento). Considerati anche i buoni livelli di autosufficienza raggiunti dal settore manifatturiero iraniano e la grande disponibilità di riserve naturali nel paese (petrolio, gas, zinco), ciò significa che, nel periodo 2016-18, l’economia iraniana potrebbe crescere a un ritmo di oltre il 4 per cento annuo, offrendo notevoli opportunità a quegli investitori stranieri che saranno pronti a cogliere l’occasione.

Il governo iraniano sembra effettivamente interessato a incentivare una maggior presenza straniera nel paese, non tanto a livello di semplici scambi commerciali, quanto piuttosto in termini di know-how, investimenti e joint venture; è anche in programma un piano di privatizzazioni che dovrebbe riguardare circa il 20 per cento delle aziende attualmente controllate dallo stato. Tra i settori più promettenti, in termini di livelli di crescita previsti, ci sono il manifatturiero (specie l’automotive – l’Iran è il principale produttore di auto nel Middle East), i trasporti e i servizi finanziari (soprattutto le assicurazioni). La presenza di una popolazione giovane (il 47 per cento ha tra 20 e 45 anni) e scolarizzata (l’analfabetismo è pressoché inesistente) apre grandi opportunità sia sul piano dell’offerta (il paese ha il più alto tasso di ingegneri pro capite della regione, tra cui moltissime donne) sia su quello della domanda (consumi potenziali).

Restano numerosi nodi irrisolti, con cui chi vuole fare affari nel paese deve necessariamente confrontarsi. Sul piano regolamentare, per esempio, il contesto iraniano si presenta particolarmente intricato, con livelli di burocratismo particolarmente ostici: è pertanto indispensabile comprendere appieno il quadro normativo e fiscale prima di avviare qualsiasi forma di business nel paese, se possibile facendo riferimento a local advisor fidati, specie nelle fasi iniziali. Anche il sistema di accounting adottato localmente può risultare idiosincratico, non essendo conforme agli standard IFRS. Uno degli ostacoli principali resta naturalmente il rischio politico, anche alla luce del turbolento scenario internazionale, che ha rimesso in discussione gli equilibri politici interni in vista delle prossime elezioni presidenziali, previste per il 19 maggio.

(lg)

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