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Tindaro Paganini

Banca Mondiale: come le aziende possono battere cassa


Le opportunità offerte sono molte, da quelle legate alla fornitura di beni e servizi a quelle per le società di consulenza: ma le aziende italiane faticano ancora a sfruttarle appieno

La Banca Mondiale finanzia contratti in paesi in via di sviluppo legati alla realizzazione di lavori civili o alla fornitura di beni e consulenze in molteplici settori, assumendo annualmente impegni per oltre 30 miliardi di dollari, per una media di circa 100.000 contratti all’anno.

I dati più recenti relativi all’aggiudicazione di gare finanziate dalla Banca evidenziano come le aziende italiane siano ormai da alcuni anni ai primi posti, almeno per quanto riguarda la fornitura di lavori civili e, ultimamente, di beni.

Nell’anno fiscale 2015, il nostro paese si è posizionato in terza posizione assoluta per valore di contratti aggiudicati, dietro India e Cina, con un miliardo e 241 milioni di dollari e una quota superiore al 10 per cento del totale. Analizzando il trend relativo al periodo 2006-15, si può notare come questo exploit s’inquadri in una tendenza favorevole alle aziende italiane.

Le cifre, pur se sostanzialmente positive, devono però essere lette con attenzione. I contratti di importo maggiore vengono solitamente aggiudicati a un numero limitato di imprese, soprattutto nell’ambito dei lavori civili, che conoscono bene i meccanismi della Banca Mondiale e sanno come muoversi, anche in realtà difficili come i paesi in via di sviluppo. Per quanto riguarda la fornitura di beni, il valore oscilla molto di anno in anno, e anche se non si può parlare di una tendenza favorevole consolidata, il trend negli ultimi anni ha registrato un andamento favorevole, con un picco eccezionale nell’anno fiscale 2015. Più complesso il discorso concernente i servizi di consulenza. In questo settore le aziende italiane sono storicamente più deboli e di dimensioni minori rispetto alle aziende dei paesi dell’Europa settentrionale o statunitensi. Pur se l’aspetto dimensionale costituisce spesso un ostacolo per l’aggiudicazione di gare, è anche vero che, spesso, non vi è una conoscenza sufficiente, da parte di molte imprese, delle opportunità offerte dalla Banca. Di conseguenza, la percentuale di contratti che le società italiane si aggiudicano nell’ambito della consulenza raramente supera l’1 per cento del totale e, nonostante un certo recupero negli ultimi anni, non si prevede che il trend possa avere un’impennata nel breve periodo. A complicare l’interpretazione delle statistiche, vi è anche il fatto che, spesso, le società di consulenza tendono ad aprire sedi locali e, pertanto, i contratti sono assegnati a società dislocate in paesi emergenti che spesso, in realtà, sono gestite da management occidentale. Questo fenomeno spiega come, per esempio, nell’anno fiscale 2015, principali paesi aggiudicatari di commesse di consulenza siano stati Afghanistan e Nigeria.

L’azienda interessata ai bandi della Banca Mondiale deve tenere presente alcuni elementi chiave. Prima di tutto, è sempre consigliabile condurre un’analisi preliminare delle strategie paese della Banca, dei trend recenti in termini di prestiti erogati e del tipo di contratti aggiudicati, al fine di acquisire informazioni essenziali. che consentano di focalizzare le opportunità più interessanti. L’informazione, intesa come capacità di tenersi sempre aggiornati circa le politiche e i progetti della Banca Mondiale, rappresenta un elemento imprescindibile per potersi aggiudicare, con un minimo di frequenza, i bandi finanziati dalla Banca. In tale ottica, è opportuno che l’azienda destini, all’interno della propria struttura, almeno una persona, adeguatamente formata, al monitoraggio dei progetti e alla preparazione dei documenti necessari per partecipare ai bandi. Per ottimizzare le risorse, la stessa persona potrebbe eventualmente specializzarsi anche nel monitoraggio e partecipazione a gare bandite da altre istituzioni finanziarie internazionali (IFI).

Le gare finanziate dalla Banca Mondiale sono gestite direttamente da ministeri o agenzie di sviluppo locale, le cosiddette implementing agencies. Pertanto, una presenza aziendale costante nel paese di svolgimento del progetto è consigliabile, al fine seguire più da vicino le fasi di aggiudicazione e realizzazione. Come prassi, l’azienda può anche prendere la buona abitudine, quando si reca in paesi in via di sviluppo, di visitare sia i rappresentanti del governo locale sia i funzionari della Banca Mondiale in loco, con incontri mirati a migliorare la conoscenza reciproca e a stabilire buoni rapporti, anche in vista della preparazione e realizzazione di progetti futuri.

In tale ottica, è fondamentale identificare, sin dalla pubblicizzazione del progetto, non solo l’implementing agency locale, ma anche il responsabile del progetto per conto della Banca (o Task Team Leader). Quest’ultimo svolge un ruolo di supervisione delle varie fasi di realizzazione dei progetti e può essere contattato per informazioni circa tempi e altri elementi del progetto.

 

Per quanto riguarda le società di consulenza intenzionate a lavorare con la Banca, oltre a cogliere le opportunità contenute nei bandi, possono sfruttare ulteriori possibilità di commesse nell’ambito delle varie fasi di approvazione dei progetti. È da ricordare che la preparazione di un progetto coinvolge diverse fasi le quali, solo al termine di un periodo che può durare anche un paio d’anni, portano all’approvazione ufficiale del progetto da parte del Board dei direttori esecutivi della Banca Mondiale. Nelle fasi che precedono l’approvazione (pipeline), pur non essendovi gare di fornitura, le società di consulenza possono partecipare alla realizzazione del design dei progetti, studi di fattibilità e studi di vario genere.

 

Oltre a finanziare bandi di gara, il gruppo Banca Mondiale può anche erogare finanziamenti diretti per progetti in paesi in via di sviluppo, tramite l’International Finance Corporation (IFC). L’impegno di IFC verso le imprese Italiane è pari a circa 1,3 miliardi di dollari, vale a dire circa il 4 per cento del totale degli investimenti di IFC.

Avvalersi di IFC non è semplice e implica per l’azienda interessata uno sforzo non indifferente per allinearsi ai parametri richiesti dall’organizzazione. Ma allora, perché rivolgersi a IFC? In primo luogo, IFC ha una vasta conoscenza dei settori e del contesto istituzionale e normativo locale e ha ottime relazioni con i governi locali, che sono rappresentati nel Board della Banca Mondiale. Più in generale, soprattutto nei paesi più difficili, IFC può rappresentare il compagno di viaggio ideale, non solo per le sue competenze e professionalità, ma anche perché spesso è una tra le poche istituzioni finanziarie, e talvolta l’unica, a operare attivamente nel paese. Inoltre, in aggiunta al finanziamento, IFC può, per un periodo limitato, anche entrare direttamente nell’equity del progetto e mettere a disposizione del cliente la tutela dal rischio politico e valutario legato al paese ospite. Infine, se l’azienda viene considerata come un cliente solido e affidabile, IFC tende a creare col cliente delle vere e proprie partnership, relazioni di lungo termine volte non solo a generare più progetti, ma anche a supportare l’azienda nelle proprie scelte strategiche di medio-lungo periodo.

Considerando le potenzialità del sistema imprenditoriale italiano e il numero di aziende medie con proiezione internazionale nei settori d’interesse di IFC, non vi è ancora in Italia un utilizzo sufficiente delle opportunità offerte dall’organizzazione.

 

La scarsità di fonti di finanziamento nazionali e l’accresciuta concorrenza nell’aggiudicazione di bandi origine comunitaria dovrebbero spingere le aziende italiane a dedicare sempre più sforzi e risorse nei confronti dei finanziamenti della Banca Mondiale. I dati pur positivi degli ultimi anni devono costituire un punto di partenza e uno stimolo per le aziende italiane, non solo al fine di reperire nuove fonti di finanziamento, ma anche per contribuire concretamente alla lotta contro la povertà nel mondo, obiettivo ultimo della Banca Mondiale.

 

Dello stesso autore, una guida appositamente concepita per aiutare le aziende italiane a districarsi tra le opportunità offerte dalla Banca Mondiale:

 

(Tindaro Paganini, esperto di commercio internazionale, cooperazione allo sviluppo e investimenti esteri, attualmente ricopre l'incarico di esperto senior della Banca Mondiale in materia di commercio e competitività, occupandosi di progetti di sviluppo in Europa dell'Est e Nord Africa)

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