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Carlo Alberto Carnevale Maffè, Diego Ciulli, Giampaolo Colletti

Fare la differenza con il G-Factor

Google rappresenta un particolare tipo di piattaforma che per propria natura cresce solo se fa crescere un ecosistema di imprese e lavoratori. Ma quali sono le realtà italiane che riescono ad avere successo lavorando con Google? È questo il tema al centro del volume G-Factor, da cui qui presentiamo una storia esemplare. Come sottolinea Carlo Alberto Carnevale Maffè, Associate Professor of Practice presso SDA Bocconi e co-autore del volume, «G-Factor si sofferma su quella nuova generazione di lavoratori, imprenditori, professionisti, artigiani che stanno surfando tra le tecnologie digitali. Armati di smartphone e tablet, pronti ad entrare su Internet, propensi ad allearsi tra loro, stanno utilizzando al meglio le potenzialità di Internet per fare business ed essere competitivi. A beneficiarne non sono solo le imprese della Google economy: il vantaggio è per tutta una filiera allargata. Nascono così nuovi distretti reticolari e alleanze inedite anche geograficamente molto lontane».



La ricetta vincente per imporsi sui mercati internazionali grazie all’uso dei video può arrivare persino da un laboratorio di pasticceria artigianale d’eccellenza. E se, come vedremo, i grandi brand arruolano gli youtuber più famosi, gli artigiani possono trasformarsi a loro volta in youtuber. È questa la storia dell’azienda artigiana dolciaria di famiglia fondata nel 1938 dai Loison e rilevata da Dario nel 1992. Siamo a Costabissara, settemila anime nell’hinterland vicentino. «Nonno Tranquillo aveva aperto un laboratorio di panificazione, poi papà Alessandro nel ’69 ha iniziato a fare torte. All’epoca si guadagnava di più con questo prodotto perché il pane era calmierato», ricorda Dario, cinquantenne di Vicenza, terza generazione alla guida dell’azienda e pioniere del web. «Sin da giovane ho iniziato a girare il mondo. Questo mi è stato utilissimo quando a febbraio del 1996 ho aperto il mio primo sito internet. Ricordo la prima vendita importante: seicento panettoni spediti in Svezia, acquistati da un’associazione di italiani residenti a Örebro, cittadina nella Svezia centrale.» Da quella prima vendita Dario ha capito subito l’importanza della rete e di una comunicazione esponenziale e disintermediata:

«Ho compreso come la filiera veniva ridefinita completamente grazie alle connessioni digitali. Sempre in quell’anno è arrivata la vendita dei nostri prodotti a un pizzaiolo di origine italiana e basato ad Osaka, in Giappone. Così i nostri dolci iniziavano a girare per il mondo». Oggi il laboratorio artigianale di Loison ha 30 dipendenti, fattura 9 milioni di euro e vende in 50 paesi. E c’è di più: grazie a Google Maps Dario e il suo team riescono a tracciare i distributori, arrivando ai clienti finali. «Di fatto faccio geolocalizzazione dei clienti dei miei clienti con una mappa virtuale personalizzata, che è molto importante perché permette di connettere i 300 clienti dei mercati esteri, migliorando i servizi, direttamente con gli importatori.» Poi c’è la presenza originale su YouTube. L’azienda infatti ha un proprio canale attivo da dieci anni, sul quale sono caricati oltre 150 video di promozione, formazione, racconto, condivisione. «Abbiamo da tre anni una squadra dedicata, con la quale realizziamo contenuti multimediali. In questo modo ripensiamo l’azienda come vetrina multipiattaforma. Il team video gira in tutto il mondo: Francia, Giappone, Danimarca. E per noi tutto questo è fondamentale per crescere».

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