E&M

2001/5

Antonio Salvi

Piani di azionariato dei dipendenti e processi di privatizzazione delle aziende di trasporto pubblico locale

È aumentata, negli ultimi anni, l’attenzione degli operatori verso i piani di incentivazione azionaria a favore dei dipendenti. Si dispone, del resto, di un corpus di evidenze empiriche ormai rilevante, che ne rafforza l’idea di strumento utile per governare i processi di transizione dell’economia italiana da forme di proprietà “pubblico/familiari” a forme di proprietà diffusa, coerenti con i modelli di sviluppo dei mercati finanziari più evoluti. Tuttavia, il concetto di piano di incentivazione azionaria dei dipendenti fa riferimento a fattispecie differenti che non di rado vengono impropriamente assimilate. Questo articolo si propone due ordini di obiettivi. Il primo è illustrare i principali vantaggi e problemi connessi alla partecipazione finanziaria dei dipendenti al capitale di impresa e proporre una classificazione dei principali modelli di partecipazione azionaria. Il secondo è verificare l’applicabilità dei piani di incentivazione azionaria a favore dei dipendenti nei processi di privatizzazione e quotazione delle imprese di servizi pubblici locali. Si tratta di un tema complesso, in quanto il settore delle public utilities si compone di realtà estremamente difformi per profili di economicità passata e prospettica, con situazioni in alcuni casi caratterizzate da una forte criticità, come nel comparto del trasporto pubblico locale. Infine, si proporranno alcune considerazioni, cercando di mettere in evidenza vantaggi e limiti della partecipazione azionaria dei dipendenti nei processi di privatizzazione.

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