E&M

2002/1

Lo chiamano il profeta. Al suo arrivo il bar del quartiere entra in fibrillazione. Evaporano all’istante i discorsi che prendono di mira il lavoro, le tasse, il parroco, lo sciopero, le elezioni. Il gestore si rianima perché le discussioni sportive hanno il pregio di trasformarsi in scommesse che il perdente onorerà con abbondanti libagioni. Al profeta piace sfidare il suo capo ufficio, vincere la posta in palio e invitarlo a pagarla in pubblico. Anche l’ultima ruota del carro in impresa, se mastica di calcio, si trasforma in primattore. Le competenze sportive incoronano i veri leader di quartiere. Ma è allo stadio che il profeta si esalta. Ha pagato il biglietto e si sente in diritto di esternare ad alta voce il proprio dissenso. Grida all’arbitro quello che in settimana non può dire al suo superiore e con qualche epiteto saporito chiama persino Dio a testimone della sua legittima rivalsa. La piramide rovesciata l’hanno inventata allo stadio. Un variopinto vocabolario capovolge non solo gli organigrammi aziendali ma anche le sfere celesti.

Da quando i giornali, per accattivarsi la fedeltà dei clienti, hanno inventato la posta del lettore, il profeta ambisce oramai a una platea nazionale. Quando il suo nome compare a chiare lettere sulla carta stampata, ingrandisce in fotocopia il prezioso ritaglio di giornale e lo incornicia quasi fosse un diploma di laurea. Affisso all’ingresso, gli avventori del bar non possono fingere di non vedere. Il profeta ribadisce così una immagine imperitura.

Da alcuni anni si moltiplicano i concorsi, dotati di ricchi premi, aperti a quegli intenditori calcistici che vogliono testare le loro doti imprenditoriali. Ogni sfidante allestisce la sua formazione ideale, partecipando a un fittizio calcio mercato dove nessuno può superare un ben definito budget di spesa.

Il profeta ha quindi la possibilità di confrontare le proprie scelte con le proposte elaborate da migliaia di persone. Se la scelta dei pochi campioni concessi è quasi scontata, risulta vincente l’individuazione dei talenti emergenti. Sollecitato a mosse raffinate ma anche fortunate, il profeta è consapevole del rischio che corre. Si nasconde sotto uno pseudonimo che svelerà, se del caso, solo al momento opportuno. Si reinventa il ruolo: da spettatore dirompente a attore in penombra.

Recentemente ha captato l’emergere di nuove dimensioni. In attesa che il suo portatile squilli per annunciargli che può vedere in diretta la rete appena segnata dal Milan, comincia a prendere familiarità con i chat di Internet. Casa sua si trasforma in un bar a dimensioni internazionali. Con un semplice cambio di nick, riveste impunemente i ruoli più impensati. Può dichiarare di essere un giocatore famoso, un allenatore ingiustamente licenziato, un giornalista ben informato, un presidente megalomane, un mediatore intrigante, un arbitro corruttibile, una ragazza ben dotata che fa la corte a un atleta. È probabile che, nella realtà, il nostro profeta interagisca con personaggi altrettanto fittizi. Ma il gioco non cessa di essere intrigante quando una vita monocorde esplode in infinite alternative. Assomiglia tanto alle decantate magie dell’e-commerce: emergi in un baleno, vivi come una meteora, muori senza traumi, rinasci a piacimento sotto mentite spoglie. Affascinato da una esistenza virtuale ma sempre cangiante, il profeta comincia a convincersi che il paradiso non sarà poi così noioso. A patto che ogni tanto gli sia concesso di reinventare la vita.

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