Articolo 3

29/11/2018

Zenia Simonella

Giornata della disabilità: e le aziende?


Il 3 dicembre è la giornata internazionale delle persone con disabilità.

Come si muovono le aziende su questo fronte?

Da una ricerca[1] che abbiamo appena concluso in collaborazione con il CESVIP Lombardia, l’Istituto Besta di Milano e altri soggetti che lavorano da sempre sul tema (come AGDP Onlus e AIDP) emerge che la disabilità in azienda è vista come una questione da affrontare obtorto collo, per assolvere un obbligo di legge (quando viene assolto…). Poche le eccezioni e le best-practice.  

Le persone con disabilità in azienda hanno perlopiù una disabilità fisica; quelle con disabilità intellettiva e soprattutto psichica sono una rarità: spaventa assumerle e gestirle, anche a causa di una certa asimmetria informativa. Infatti, non sempre si ha una conoscenza adeguata né della malattia – per questioni di privacy – né delle capacità/competenze effettive delle persone; pertanto i costi associati alla loro gestione sono percepiti come elevati.  

C’è una discreta attenzione al match tra posizione e profilo nella fase di recruiting e selezione, ma lo sforzo organizzativo s’indebolisce nelle fasi di sviluppo e di carriera, anche quando ci sarebbero le condizioni per pensare a un rafforzamento delle competenze e a un avanzamento nel percorso professionale.

La riuscita dell’inserimento è spesso legata o a elementi personali, ossia alle motivazioni e alle capacità della persona grazie alle quali «è riuscita a fare i conti con la propria disabilità»; o a elementi contingenti, transeunti: colleghi che aiutano la persona, un capo empatico, un HR che ha un figlio con disabilità.

È vero che le persone sono l’asset principale di un’organizzazione, ma non basta contare sulla sensibilità dei pari, del capo diretto e dell’HR, perché il tema della disabilità entri nelle corde dell’organizzazione. Bisogna lavorare sui processi di gestione delle persone e promuovere un contesto aperto alla diversità e all’inclusione.

Certo è che la partita si gioca anche a livello istituzionale. Le aziende si muovono in un panorama frammentato dove gli attori in gioco sono numerosi, e le iniziative e i progetti sul tema anche.

Cominciamo a mettere in rete gli attori che si occupano del tema, integrare i progetti esistenti e far circolare le informazioni. Forse le aziende avranno meno paura (e meno alibi), e cominceranno a farsi carico del tema in modo più sereno, razionale e costruttivo.



[1] Il progetto Lavoro e disabilità: equilibrio tra capacità, funzionalità e fattori ambientali è stato finanziato dalla provincia Monza-Brianza. Per avere info si veda: http://www.lavoripossibili.it/disability-manager/progetto-cesvip/.

Zenia Simonella