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07/03/2018

I dati motore dell’automotive


Il numero sempre crescente di sensori in grado di rilevare dati all’interno delle automobili potrebbe aprire opportunità di business di diverso tipo per un valore complessivo compreso tra i 450 e i 750 miliardi di dollari di qui al 2030; ma per mettere a frutto questo potenziale, i diversi attori presenti sul mercato dovranno dimostrarsi capaci di superare una serie di barriere e di resistenze. Ad affermarlo è il recente report McKinsey From Buzz To Bucks –Automotive Players On The Highway To Car Data Monetization.

Una prima sfida riguarda il superamento di un approccio puramente tecnologico alla questione, per riuscire invece a focalizzarsi sui benefici percepiti dai clienti. Questi ultimi dovranno essere convinti dell’effettiva utilità di nuovi servizi basati sui dati rilevati dalle loro auto, e dovranno essere adeguatamente rassicurati circa l’uso responsabile dei dati raccolti.

Una seconda questione riguarda l’evoluzione dei modelli organizzativi aziendali. Anche se tra gli executive intervistati da McKinsey non c’è un consenso unanime su quali saranno le strutture più adeguate a gestire il cambiamento, un orientamento diffuso sembra essere quello verso un passaggio da modelli rigidi a modelli flessibili, in continua evoluzione.

Un terzo elemento riguarda la capacità di creare efficaci meccanismi di partnership tra soggetti diversi: un uso efficace dei dati richiederà la collaborazione di interlocutori diversi. Adottare un approccio aperto e collaborativo sembra una sfida particolarmente rilevante soprattutto per le aziende di maggiori dimensioni e per gli original equipment manufacturers.

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