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06/10/2017

Imprenditorialità in ripresa


Un numero di nuove imprese in crescita, con un tasso di creazione superiore ai livelli pre-crisi in molti Paesi, tra cui Australia, Belgio e Stati Uniti: è una delle principali evidenze del recente report dell’OECD Entrepreneurship at Glance 2017.

Anche nei Paesi in cui la dinamica appare in controtendenza, come Germania e Italia, una lettura ravvicinata dei dati consente di cogliere delle evidenze interessanti: a essere in calo è infatti la creazione di imprese individuali, mentre la costituzione di nuove aziende con altri tipi di personalità giuridica è in accelerazione.

La dinamica dell’imprenditorialità è fortemente differenziata a seconda dei settori: in molti Paesi, inclusi USA e Germania, a un rallentamento della creazione di nuove aziende nel settore manifatturiero si contrappone una vivacità assai più marcata nei servizi.

Un altro dato significativo, che sembra indicare una ripresa complessiva, riguarda i fallimenti aziendali: alla fine del 2016 il numero di aziende in bancarotta è tornato ai livelli pre-crisi nella maggior parte dei Paesi, e anche laddove ciò non è avvenuto (come in Italia, Spagna e Islanda), i dati di inizio 2017 sembrano suggerire un deciso miglioramento della situazione.

«I dati evidenziano una vera e propria “rinascita” imprenditoriale a livello europeo (e non solo), fattore fondamentale per le attività produttive e l’occupazione, ma soprattutto per la rigenerazione del tessuto economico delle nazioni più sviluppate. La transizione dall'attività manifatturiere all’economia dei servizi ne è l’evidenza più tangibile», commenta Francesco Saviozzi, SDA Professor di Strategy and Entrepreneurship e autore del recente volume Imprenditorialità.

«Questa crescita sembra essere destinata a produrre effetti rilevanti al livello di sistema, sostenuta dal passaggio dal fare impresa per necessità, tipico dei periodi di grande crisi (contesto in cui domina l’impresa individuale), alla nascita di nuove iniziative che perseguono opportunità inesplorate: nuove tecnologie, nuovi mercati e nuovi modelli di business. A riprova del fatto che lo sviluppo accelerato degli ecosistemi imprenditoriali europei (tra i più importanti Londra, Berlino, Parigi) degli ultimi anni sta producendo risultati sempre più tangibili». 

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