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21/04/2017

Il lavoro dei droni


Di qui al 2050, in Europa e negli Stati Uniti potrebbe essere attiva una flotta di oltre un milione di droni, capaci di generare un fatturato annuo pari a 50 miliardi di dollari in beni e servizi. La stima è fornita da un recente report di The Boston Consulting Group dedicato a Drones Go to Work.

Gli ambiti in cui l’impiego dei droni potrà contribuire a creare valore saranno molteplici. Più che per la consegna diretta di merci, i droni verranno utilizzati principalmente per raccogliere dati, dei tipi più diversi: dall’ispezione dei complessi industriali per verificare eventuali malfunzionamenti alla raccolta di informazioni in loco sui danni causati da disastri naturali per le imprese assicurative. Vi sarà quindi una domanda crescente di aziende in grado di operare droni per conto terzi e di data analyst chiamati ad analizzare le informazioni raccolte dai droni.

Alla base dell’espansione delle attività condotte tramite droni sarà l’incipiente cambiamento tecnologico e normativo. Se per pilotare i droni oggi è ancora necessario mantenere un contatto visivo con gli stessi, secondo BCG è verosimile che nei prossimi cinque anni i droni diventeranno talmente sicuri che diventerà possibile (e lecito) guidarli da remoto – in attesa (ma qui i tempi saranno decisamente più lunghi) che si affermino i self-piloting drones. Nell’immediato, quindi, è probabile che emerga anche una nuova figura professionale: quella del pilota di droni.

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