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13/03/2017

Il 2016 delle fintech: tra luci e ombre


Una diminuzione degli investimenti globali nelle fintech quasi del 50 per cento, dai 47 miliardi di dollari del 2015 ai 25 del 2016: è questo il quadro tratteggiato nel report The Pulse of Fintech. Q4 2016 di KPMG. A spiegare il dato negativo sarebbero anzitutto le incertezze globali legate a eventi quali la Brexit, le elezioni americane, ma anche il rallentamento dell’economia cinese e fattori di carattere locale: rispetto al biennio 2014-15, durante cui particolarmente intensa è stata la ricerca di nuovi business model disruptive da parte degli investitori, il 2016 si è caratterizzato per una maggiore cautela.

In particolare, negli Stati Uniti si è riscontrata una certa prudenza nei confronti di specifiche aree di attività, considerate prossime alla saturazione, come le piattaforme di payment e di lending. Nel contempo, si è ravvivato l’interesse verso ambiti quali l’insurtech, sia a causa della lentezza con cui i player tradizionali del settore hanno affrontato il cambiamento tecnologico, sia per le prospettive aperte dall’applicazione di tecnologie come l’healthtech, l’automative telematics o l’industry 4.0 al comparto delle assicurazioni. L’ultimo anno ha infine visto una crescente attenzione verso le fintech da parte dei regolatori, specialmente per quel che riguarda le possibili ripercussioni sui sistemi bancari.

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